
APIMELL 2027 apre le porte: dal 5 al 7 marzo a Piacenza Expo l’Intelligenza Apiaria incontra l’Intelligenza Artificiale
Piacenza, ottobre 2026 – Si parla ovunque di Intelligenza Artificiale, ma l’apicoltura conosce da sempre un’altra sigla: AI, Intelligenza Apiaria. Un superorganismo che decide, si organizza, comunica e si adatta, e che da millenni legge il territorio meglio di qualunque algoritmo. Le api sono sentinelle intelligenti dell’ambiente: dove cambiano le fioriture, il clima o la disponibilità d’acqua, i loro raccolti lo segnalano per primi.
Con questo spirito APIMELL 2027 si terrà a Piacenza dal 5 al 7 marzo, nell’organizzazione di PIACENZA EXPO. È il principale appuntamento europeo per le attrezzature apistiche e per gli incontri professionali e associativi tra apicoltori e istituzioni. Qui la tecnologia, dai sensori di monitoraggio da remoto alle soluzioni per la gestione dell’apiario, si affianca al sapere dell’apicoltore.
Cosa raccontano le api della stagione 2026. Secondo le prime valutazioni dell’Osservatorio Nazionale Miele, basate su oltre 400 aziende intervistate, 160.000 alveari (l’11% di quelli commerciali italiani), 90 province e 106 dispositivi di monitoraggio da remoto, il 2026 è un’annata di contrasti. L’acacia si è ripresa, con rese medie regionali fino a 20,8 kg/alveare in Toscana, 19,3 in Emilia-Romagna e 18,6 in Piemonte, e le produzioni di montagna hanno tenuto, con punte di 27,1 kg/alveare per il tiglio in Lombardia. Caldo e siccità hanno invece accorciato le fioriture estive di pianura, e al Sud e nelle Isole gli agrumi hanno deluso: 1,3 kg/alveare in Sicilia contro i 16,8 della Puglia. Le api misurano così, fioritura dopo fioritura, gli effetti del cambiamento climatico.
Un’Italia che produce qualità, ma non basta a sé stessa. Il quadro tracciato da ISMEA sul 2025 è quello di un settore in salute e in crescita: produzione record (+42% sul 2024, anche grazie a un’annata favorevole), 77mila apicoltori (+22% in cinque anni) e 1,8 milioni di alveari. Gli italiani, con 878 grammi pro capite l’anno contro i 600 della media europea, sono tra i maggiori consumatori di miele del continente. Eppure, l’offerta nazionale copre solo il 60% della domanda, e l’Italia resta l’ottavo importatore mondiale. Il risultato è un paradosso: un prodotto di qualità che ha ampi margini di produzione aggiuntiva. Occasioni quindi di crescita. Sono temi che mettono al centro innovazione, efficienza e valorizzazione dell’origine.
Per tre giorni Piacenza ospiterà espositori, convegni e momenti di confronto tra operatori e istituzioni, anche in vista della PAC post-2027. Apimell è una mostra internazionale certificata ISF.
APIMELL 2027 – Piacenza Expo, 5-7 marzo
Segreteria organizzativa: Gregorio Amoretti tel. 0523602711 apimell@piacenzaexpo.it


